#COMUNICATO STAMPA AIM SICILIA: Concorsi ed assorbimento del precariato in sanità in Sicilia: il gioco delle parti, tra annunci regionali e dietrofront ministeriali.‏‎

Dopo mesi di indiscrezioni giornalistiche, di conferme e smentite, dopo gli annunci in pompa magna dello sblocco delle graduatorie vigenti e l’avvio di nuove procedure concorsuali e l’emanazione della direttiva dell’Assessore alla Salute della Regione Sicilia, N° 28551 del 25/03/2016, con oggetto “Avvio delle procedure di reclutamento per la copertura dei posti vacanti e disponibili nelle dotazioni organiche delle aziende ed enti del SSR: disposizioni operative”, dopo addirittura la deliberazione di assunzioni da parte di alcune aziende sanitarie ed ospedaliere, arriva lo stop da Roma, l’ennesimo. Ancora una volta, si infrangono le aspettative dei precari e di chi cerca la prima occupazione, che ripiombano in un clima di incertezza.

Non è la prima volta che si assiste a questo tira e molla tra Roma e la Sicilia, che giunge peraltro sempre a seguito di rassicurazioni portate da Roma dall’Assessore alla Salute, che tesse le lodi del Ministro e ne rivendica l’amicizia politica, se non fosse per il fatto che i tecnici del Ministero, puntualmente, producano nuove rilevazioni ed obiezioni sull’operato dell’Assessorato, quest’ultima volta a causa di un surplus di 560 posti letto nella nuova rete ospedaliera. Adesso, dopo essere stato paventato il rischio di dover riformulare atti aziendali e piante organiche, l’Assessore alla Salute, dopo aver fornito rassicurazioni e smentite su quanto obiettato dal Ministero, quale exit strategy per giustificare la nuove impasse, ha firmato una circolare, la n° 41317 del 09/05/16, che di fatto blocca il via alle procedure di reclutamento “poiché al momento non si dispone del report definitivo sulla presenza di eventuali eccedenze di personale, in quanto si attende l’adozione del piano triennale da parte di alcune Aziende”. Motivazione differente, stesso effetto.

Al di là delle dietrologie, un fatto è sotto gli occhi di tutti: si registra un nuovo stop, i mesi passano, e ci si avvicina sempre più verso le ormai imminenti elezioni regionali, che secondo i rumors potrebbero espletarsi in primavera prossima. Certamente, anche in assenza della citata situazione di nuovo stallo permaneva forte il sospetto che le procedure di reclutamento, per quanto già avviate da alcune Aziende, potessero essere effettuate in tempi dilatati, nei fatti accavallandosi con le scadenze elettorali, per essere finalizzate soltanto dopo l’esito delle elezioni. Insomma, secondo i malpensanti, un espediente per tenere sotto scacco migliaia di aspiranti dirigenti medici (e di operatori del comparto), a fronte di un numero minore di posti da assegnare a mezzo di pubblici concorsi. Ma anche sulle attuali modalità di selezione ci sarebbe da fare una profonda riflessione. Trattasi di un sistema non totalmente oggettivo, che offre alle commissioni, di nomina aziendale e con manager a loro volta di nomina politica, quel minimo di discrezionalità che basta per fare la differenza. Sistema, peraltro, che non consente di valorizzare le competenze documentate dai medici, venendosi poi a creare situazioni paradossali, quali quelle dimostrate dal caso della compianta collega Luana Ricca.

Oggi più che mai rimane l’evidenza di una politica capace solo di promettere illusioni che continuano ad alimentare quell’indiscutibile immobilismo mascherato da “era dei grandi cambiamenti” ma che, di fatto, sembrerebbe rientrare nella vecchia logica di utilizzare i concorsi quale strumento di esercizio del potere finalizzato al consenso, in dispregio della tutela salute dei cittadini e della vita dei professionisti.

Quale prospettiva la politica regionale offre a tutti quei precari decennali prossimi all’imminente scadenza delle graduatorie concorsuali previste per il 31/12/16? L’attesa.

Cosa risponderà adesso la politica a tutti coloro che, da precari, aspettavano i nuovi concorsi per giungere alla stabilizzazione ed a tutti quei giovani medici che vedevano all’orizzonte la possibilità di accedere ai ruoli del SSN, dopo un lunghissimo tempo di formazione e di sacrifici? Beh, trattasi della stessa politica che in sede di Commissione Salute della Conferenza Stato Regioni (organismo cui partecipano di diritto gli Assessori Regionali alla Salute ed il Ministero della Salute), nel contesto del Patto della Salute, giusto qualche settimana addietro, ha proposto l’assunzione a tempo determinato con contratti del comparto ai neo-laureati, nonchè l’incardinamento degli specializzandi degli ultimi due anni nel SSN (complici la maggior parte dei sindacati di categoria su quest’ultimo punto), mal celando l’intento di poter ricorrere quindi a personale a basso costo ed a rapidissimo turn over, tale da ridurre le disponibilità nelle piante organiche e quindi da limitare i concorsi per ruoli a tempo indeterminato. In altre parole, si continua a scaricare il peso delle cattive politiche e gestioni del passato sulle più giovani generazioni.

Vi è poi un ulteriore problema di fondo, che nessuno affronta e che andrebbe, invece, posto all’attenzione dei portatori di interesse: la Regione deve ancora dimostrare la sostenibilità finanziaria del piano di assunzioni nella sanità, e non a caso la Corte dei Conti, periodicamente, esprime perplessità sull’intero impianto della road map disegnata dall’Assessorato alla Salute.

Occorre pertanto fare un’operazione verità, invitando ad uno scatto di orgoglio la generazione precariato e le giovani generazioni di medici: è venuto il momento di fare sistema, uscendo dagli schemi e dai rituali della politica politicante, puntando il dito contro gli sprechi e le prebende in sanità, ed avanzando proposte alternative e virtuose, a cominciare dalle selezioni a mezzo di criteri oggettivi, ivi incluse le competenze documentate e certificate, eliminando ogni discrezionalità ed adottando delle graduatorie regionali per tipologia di specialità e di ruolo.

 

AIM SICILIA