AIM su Legge di Stabilità 2017

AIM su Legge di Stabilità 2017: bene l’incremento della dotazione del Fondo Sanitario Nazionale, tuttavia, la manovra non stanzia adeguati investimenti per il ricambio generazionale all’interno del SSN. Si eviti di adottare un adeguamento contrattuale indistinto per tutti gli operatori sanitari, ma si propone in alternativa di utilizzare il Fondo per i rinnovi contrattuali della Pubblica Amministrazione dedicato alla sanità, al fine di finanziare le premialità per quanti, già in ruolo, vogliano offrire un contributo aggiuntivo, nonché per implementare il fondo per la stabilizzazione dei profili sanitari.

Legge di stabilità 2017: bene l’incremento della dotazione del Fondo Sanitario Nazionale, tuttavia, la manovra non stanzia adeguati investimenti per il ricambio generazionale all’interno del SSN. L’AIM sfida il Governo e propone: si quantifichi la quota parte del finanziamento all’interno del “Fondo per i rinnovi contrattuali nella Pubblica Amministrazione” destinato al rinnovo dei contratti in sanità, quindi, si attinga ad una parte di tale riserva per implementare il fondo per la stabilizzazione dei profili sanitari, a fronte di una attuale previsione insoddisfacente della dotazione del relativo capitolo di spesa. Si utilizzi, quindi, la quota parte della sanità del Fondo per i rinnovi dei contratti della Pubblica Amministrazione esclusivamente per prevedere il finanziamento delle premialità e non per disporre un adeguamento contrattuale per tutti indistintamente. Se, da una parte, è vero che i LEA, ad oggi, sono stati garantiti dai sacrifici di tutti i profili medici e non medici, tra questi anche dai titolari di contratti a tempo determinato ed atipici, dall’altra, è pur vero che le giovani generazioni risultano essere oggettivamente svantaggiate rispetto alle precedenti generazioni, non soltanto per i noti problemi connessi alla condizione del precariato, ma anche, ad esempio, per le previsioni sconfortanti in merito ai riconoscimenti pensionistici. Chiediamo, pertanto, che si investa anche sulle più giovani generazioni, a partire dagli attuali precari ed aprendo le porte del SSN anche ai più giovani. Le energie fresche e la vis produttiva che la componente giovane degli operatori sanitari potrà offrire, al di là del sacrosanto riconoscimento in termini di stabilizzazioni e nuove assunzioni a tempo indeterminato, consentirà altresì di sgravare la rimanente parte dei dipendenti pubblici della sanità dagli attuali carichi di lavoro, diventati ormai insostenibili, anche in risposta all’esigenza di adeguamento alla normativa sui riposi compensativi. Chiediamo al Governo di assumere iniziative innovative e politiche lungimiranti in tema di risorse umane in sanità, ma chiediamo anche piena convergenza su tale proposta ai Sindacati ed agli Ordini Professionali e, quindi, rivolgiamo loro un appello affinché quelle che, sino ad oggi, sono state delle semplici dichiarazioni di intenti, possano trasformarsi in atti concreti.

Emergenza precariato sanitario in Sicilia: AIM Sicilia sottoscrive il Manifesto del Comitato Regionale “Generazione Precari della Sanità Siciliana”.

L’Associazione Italiana Medici (A.I.M) – Sicilia condivide e sottoscrive i contenuti del Manifesto del Comitato Regionale “Generazione Precari della Sanità Siciliana”, nato in risposta all’emergenza sul precariato sanitario in atto Sicilia. <<Condividiamo i contenuti del Manifesto, nonché lo spirito ed il metodo di lavoro adottati dal Comitato, lontani dalle logiche di appartenenze a sigle o interessi di parti.>> – dichiara l’A.I.M Sicilia – <<Nonostante gli annunci di concorsi per migliaia di operatori sanitari ed i malcelati tentavi di rimpallarsi le responsabilità con lo Stato centrale, è ormai sotto gli occhi di tutti lo stato inerziale e l’impasse che si sono venuti a creare a seguito della mancata rimodulazione della rete assistenziale (territoriale, ospedaliera e delle emergenze-urgenze), riconducibili tanto all’incapacità gestionale, quanto al prevalere degli interessi territoriali della politica regionale.>>

Si riporta di seguito il testo del manifesto, al fine di darne massima diffusione.

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AIM Sicilia su annunci di stabilizzazione per 700 tra medici ed infermieri a seguito del varo del Decreto Legge di Stabilità annunciato dal Governo nazionale: l’Assessore regionale alla Salute ha perso un’altra occasione per tacere!

<<L’Assessore regionale alla Salute ha perso un’altra occasione per tacere!>>. Questo il commento laconico dell’Associazione Italiana Medici (AIM) – Sicilia, nell’apprendere, a mezzo stampa, delle dichiarazioni rilasciate dall’Assessore regionale alla Salute, On. Baldo Gucciardi, in riferimento ai contenuti del Decreto Legge di Stabilità 2017, che, laddove licenziato dal Parlamento senza modifiche ulteriori, consentirebbe la “stabilizzazione” di 700 tra medici ed infermieri nelle Aziende Sanitarie siciliane.

 “Un risultato straordinario sul piano politico“, ha dichiarato l’On. Baldo Gucciardi, quasi a voler condividere i meriti col Governo Nazionale per gli effetti dell’annunciato incremento del Fondo Sanitario Nazionale, pari a circa 2 miliardi di euro, uno dei quali dovrebbe essere destinato ai vaccini ed all’assunzione di infermieri e medici.

Tuttavia, “<<Non si tratta delle stabilizzazioni legate alla riorganizzazione della rete ospedaliera perché per quelle deve essere prima definito il fabbisogno“. Per quelle, precisa il Ministero della Salute, si aspetta ancora il piano che deve essere spedito dalla Sicilia” (Cit. La Repubblica).

Ma, pur volendo ipotizzare che l’Assessore Gucciardi non si riferisse alle futuribili assunzioni derivanti da una riorganizzazione nei fatti ancora non realizzata, nonostante abbia avuto quasi due anni di tempo per recepire le normative nazionali, al pari di quanto già fatto da altre Regioni, bensì intendesse fare riferimento alla chiamata in ruolo dei legittimi vincitori di concorso a tempo indeterminato, le cui graduatorie sono in scadenza il 31/12/2016, risulta ancor più incomprensibile la sua ulteriore affermazione: “Si apre adesso la delicata fase della contrattazione con i sindacati”. Infatti, considerando che questi medici sarebbero già garantiti dall’aver vinto un concorso già espletato, e che la maggior parte di questi ricopre già quelle posizioni di lavoro, se pur a tempo determinato, non si comprende a quale presunta contrattazione faccia riferimento l’Assessore Gucciardi.

<<A seguito della mancata riorganizzazione della rete territoriale, della rete ospedaliera e della rete delle emergenze, la sanità siciliana è allo stallo. L’Assessore non è stato in grado in due anni di effettuare il riordino della sanità siciliana creando lo stallo totale e, con essa, anche l’avvio del ricambio generazionale al suo interno. – continua l’AIM Sicilia All’atto del suo insediamento l’Assessore Gucciardi ha annunciato concorsi in sanità per l’assunzione di ben 5 mila tra medici e professionisti sanitari, con sue ulteriori stime al rialzo sino alle 8 mila unità. Tuttavia, di nuovi concorsi e di nuove assunzioni, sin quando la riorganizzazione non verrà realizzata, non ve ne potrà essere traccia. Chi ha prodotto tale sfacelo abbia almeno la decenza di non prendersi meriti altrui per coprire i propri demeriti. Ci saremmo aspettati sobrietà e rispetto, invece che proclami su “risultati straordinari”.>>.

Questo nuovo errore di comunicazione dovrebbe rappresentare un ulteriore elemento di riflessione per indurre il Governo nazionale ad intervenire per commissariare la Sanità siciliana, rimuovendo gli attori responsabili dello sfacelo attuale, come richiesto dai giovani medici e dai medici precari siciliani attraverso un appello rivolto al Presidente della Repubblica, annunciando che “in assenza di segnali concreti in risposta al presente appello, non senza dispiacere, annunciamo la nostra intenzione ad astenerci dalla partecipazione al prossimo referendum confermativo sulle modifiche della Costituzione Italiana, rinunciando al nostro diritto di voto, a prescindere da qualunque orientamento singolarmente maturato, quale atto estremo conseguente ad una situazione non più sostenibile in quanto non rispettosa della condizione di cittadini, prima ancora che di professionisti”.

Legge di Stabilità 2017: posizione dell’AIM sull’annuncio del Governo relativo all’incremento del Fondo Sanitario Nazionale con 2 miliardi di euro.

Associazione Italiana Medici: “Segnale positivo, ma esprimiamo cautela, visti i precedenti ed in ragione delle trattative in corso con Bruxelles sulla sostenibilità della manovra finanziaria. Il Governo intervenga sulle Regioni in ritardo sulla riorganizzazione del proprio SSR. Si provveda, intanto, alla immediata proroga delle graduatorie di merito vigenti.”

Era il 9 febbraio del 2016 quando la Ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ospite alla trasmissione televisiva Ballarò, incalzata dalla presenza in studio di una delegazione dei medici precari storici annunciava la futura disponibilità del così detto “tesoretto” per la Sanità. Certamente, tale notizia venne accolta positivamente, ma l’Associazione Italiana Medici (AIM), attraverso un proprio comunicato ripreso dalla stampa, tenne a richiedere che “parte di questo tesoretto venga prioritariamente destinato alla valorizzazione delle risorse umane del SSN, a partire dal ricambio generazionale e dal superamento del precariato.” e proseguì affermando che “l’annunciato  tesoretto, anche laddove le previsioni venissero confermate, potrebbe essere disponibile soltanto a partire dal 2017. Non si risolverebbe, pertanto, il problema della scadenza entro il 31 dicembre 2016 della proroga concessa a tutte le graduatorie concorsuali esistenti per effetto del Decreto D’Alia, studiata proprio per garantire un risparmio sull’espletamento di nuovi concorsi e riassorbire i precari storici”.

Nella giornata di ieri, il Governo ha annunciato che parte dei fondi (circa 1 miliardo di euro) che verrebbero stanziati in sede di approvazione della Legge di Stabilità 2017, verranno destinati ai vaccini ed ai concorsi per infermieri e medici, riproponendo nei fatti quanto già annunciato nella manovra precedente, ovvero l’avvio delle procedure di “stabilizzazione” dei precari storici vincitori di concorso a tempo indeterminato e di quei profili necessari a coprire le attuali gravi carenze nel SSN. Sembra di vivere un “deja vu”, che ci riporta indietro di un anno. Annunci di avvio di procedure concorsuali che, lo scorso anno, furono sconfessati in fase di approvazione della manovra finanziaria, ripiegando di fatto solo su “interventi tampone”, che hanno portato ad incrementare le sacche di precariato, senza far registrare una reale inversione di tendenza nel senso della valorizzazione delle risorse umane in sanità. Pur esprimendo un giudizio positivo sull’ipotesi di stanziamento di finanziamenti aggiuntivi da destinare al ricambio generazionale nel SSN, è legittimo, pertanto, esprimere cautela sugli interventi annunciati, che, oltre che ad essere tardivi, rischiano di essere vanificati dalle trattative in corso con Bruxelles sulla sostenibilità della manovra finanziaria. Resta, altresì, da capire quale sarà il destino delle graduatorie dei concorsi in scadenza il 31 dicembre 2016, che, con l’arrivo del 2017, in assenza di opportune proroghe, potrebbero essere spazzate via con il “brindisi di Capodanno” assieme a tutte le legittime aspettative di quanti, con dedizione e sacrificio, hanno sostenuto per anni il SSN, garantendo sempre il diritto alla salute ai cittadini. Ad, oggi, infatti, sussiste il rischio che questi medici, dal primo gennaio 2017, si troveranno a dover sostenere e vincere un nuovo concorso, l’ennesimo, ma utile soltanto ad esitare l’ennesima graduatoria di merito, ovvero a prolungare il tempo di permanenza nel loro purgatorio. E tutto magari, si registrerà mentre ci si troverà in piena campagna elettorale.

Auspichiamo, pertanto, che, al di là del fisiologico scetticismo della nostra Associazione e delle migliaia di medici precari, di ogni ordine ed età, il Governo mantenga le promesse e chiediamo, anzi, che vada oltre, mettendo in campo un programma strutturale di ricambio generazionale in seno al sistema salute, creando i necessari presupposti, che non consistono soltanto nel reperire risorse aggiuntive, bensì nell’intervenire al fine di sostenere il riordino e la riorganizzazione del SSN, assumendosi le sue responsabilità politiche e rimuovendo, quindi, a livello regionale gli ostacoli e gli attori che, ad oggi, non sono stati capaci di avviare il cambiamento ma che, anzi, lo hanno osteggiato con politiche dissennate e clientelari.

Laddove ciò non dovesse avvenire, il Governo sarebbe da considerare “meritevole” soltanto di aver adottato delle semplici, ma inutili, soluzioni tampone, nonchè connivente delle pessime gestioni della sanità regionale.