Lettera aperta dei medici precari e dei giovani medici siciliani al Presidente della Repubblica.

Al Presidente della Repubblica Italiana

e p.c.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro della Salute

 

Oggetto: Lettera aperta dei medici precari e dei giovani medici siciliani al Presidente della Repubblica.

 

Signor Presidente,

Le rivolgiamo il presente appello per rappresentare il grave disagio di migliaia di medici precari e di giovani medici siciliani, vittime delle cattive politiche adottate in tema di sanità nella Regione Sicilia.

Infatti, assistiamo alla paralisi del Servizio Sanitario Regionale siciliano, a causa di una impasse sul riordino della Rete Ospedaliera e della Rete delle Emergenze. È in questo contesto che prendono forma le gravi restrizioni sulle assunzioni in sanità, che condannando intere generazioni di medici, giovani e non, a vivere la condizione del precariato cronico o che maturano la consapevolezza di dover migrare per poter prestare la propria opera con la dignità che meritano i sacrifici personali, non solo economici ed intellettuali, che sono stati chiamati ad affrontare quale presupposto per esercitare la Medicina.

Nella  nostra Regione, infatti, si continua ad assistere al differire in avanti nel tempo l’adozione dei necessari interventi strutturali in tema di sanità e salute, che avrebbero virtuosamente garantito la sostenibilità della sanità pubblica, oggi messa a repentaglio dalla malgestio, con ripercussioni gravi sia ai danni dei cittadini che degli operatori. Tra l’emanazione di provvedimenti ad hoc (DPCM “Salva precari”), gli effetti del piano di rientro imposto per i debiti contratti in passato, la mancata revisione della distribuzione degli eccessivi carichi ed orari di lavoro, in Sicilia migliaia di medici sono titolari di contratti a tempo determinato sottoposti a rinnovi semestrali, o addirittura bimestrali, ovvero di contratti atipici privi di ogni tutela. A ciò si aggiungano i reiterati annunci sull’avvio di imminenti concorsi per la stabilizzazione ed assunzione di medici e professionisti sanitari, puntualmente smentiti dagli impietosi interventi tecnici della Corte dei Conti, piuttosto che del Ministero dell’Economia e Finanza o del Ministero della Salute, su una sanità regionale che, invece di ispirare le proprie politiche alla programmazione, alla competitività, al rilancio di un nuovo modello di salute, resta arroccata su logiche di territorio dettate da una classe politica che appare orientata più alla salvaguardia del seggio elettorale che alla tutela della salute dei cittadini e dei diritti degli operatori sanitari. Dispiace essere così diretti, ma assistiamo, probabilmente, ad uno dei più tristi “teatrini” della storia della sanità italiana, che certificano la pressoché totale inadeguatezza dell’attuale governance regionale del sistema salute siciliano. Inadeguatezza, cui si aggiunge, talora, un ostentato senso di onnipotenza da parte di taluni attori della politica siciliana, lasciando adito al sospetto, in alternativa al giudizio di incompetenza, della volontà di procrastinare i concorsi a ridosso delle sempre più vicine scadenze elettorali locali. In tal modo, si intenderebbe alimentare un sistema clientelare basato sulla corsa alla raccomandazione, alla quale non intendiamo partecipare in alcun modo.  Al contempo, si è ormai prossimi alla scadenza delle graduatorie dei concorsi (a tempo indeterminato e determinato) già espletati ed oggetto di ripetute proroghe, gettando nell’angoscia tutti quei medici precari il cui contributo, ad oggi, risulta indispensabile a garantire il diritto alla salute dei cittadini siciliani

Chi Le rivolge il presente appello è conscio del fallimento dell’attuale sistema che pone in capo alle Regioni le competenze in tema di gestione di sanità e salute, a partire, per quanto concerne la Sicilia, dal mancato potenziamento delle cure primarie, che deve essere contestuale, se non antecedente, alla razionalizzazione e riqualificazione dell’offerta assistenziale ospedaliera. Le uniche aspettative degli scriventi consistono nel registrare l’immediato commissariamento dei vertici della sanità siciliana, quale primo passo verso una, ormai indifferibile, ri-centralizzazione delle competenze sulla sanità, a partire dalla gestione delle procedure concorsuali per l’accesso dei medici ai ruoli del Servizio Sanitario Nazionale e per la progressione di carriera, che andrebbe affidata ad un entità terza libera dai condizionamenti della politica.

Signor Presidente, ci rivolgiamo a Lei quale ultimo baluardo dei diritti dei cittadini italiani, essendo prossimi gli scriventi a maturare un definitivo senso di sfiducia nei confronti della politica, e chiediamo, pertanto, un Suo autorevole intervento al fine di superare l’attuale stato di impasse. In assenza di segnali concreti in risposta al presente appello, non senza dispiacere annunciamo la nostra intenzione ad astenerci dalla partecipazione al prossimo referendum confermativo sulle modifiche della Costituzione Italiana, rinunciando al nostro diritto di voto, a prescindere da qualunque orientamento singolarmente maturato, quale atto estremo conseguente ad una situazione non più sostenibile in quanto non rispettosa della condizione di cittadini, prima ancora che di professionisti.

 

I medici precari ed i giovani medici siciliani 

Caso ENPAM SICURA – AIM: Auspichiamo che si faccia piena chiarezza sulle gravi accuse mosse tra le reciproche parti.

Quello che pare un “regolamento dei conti” tra correnti e potentati sindacali rischia di minare la stabilità della Fondazione e di mettere in discussione l’autogoverno della stessa da parte della Professione medica. Si apra una discussione franca sulla governance dell’ENPAM, avviando da subito una fase ri-costituente, correggendo i gravi errori di valutazione politica commessi in passato in sede di riforma dello Statuto, a partire dalle modalità di elezione dell’Assemblea Nazionale. Si attribuisca, inoltre, una reale rappresentanza alle giovani generazioni, come richiesto in passato dai Giovani Medici (SIGM). Infine, si abbia il coraggio di stabilire una netta incompatibilità tra ruoli ordinistici, sindacali e gestionali della Fondazione. Stop anche agli incarichi multipli nei CdA delle partecipate.

 

Con riferimento al “caso ENPAM Sicura, pur non entrando nel merito delle reciproche “accuse” mosse dalle parti ”, riservandosi di valutarne gli sviluppi ed auspicando che si faccia piena chiarezza nel più breve tempo possibile, l’Associazione Italiana Medici (AIM) intende condividere alcune riflessioni.

<<Esprimiamo grande preoccupazione per gli avvenimenti, oltre che nel merito, anche nel metodo. Infatti, quello che pare un “regolamento dei conti” tra correnti e potentati sindacali rischia di minare alle fondamenta la stabilità e l’autonomia della Fondazione.>> – dichiara l’AIM.

<<Riteniamo che, nel recente passato, segnatamente in occasione della revisione dello Statuto della Fondazione, siano stati commessi gravi errori di valutazione politica, estromettendo nei fatti le minoranze dalla gestione dell’ENPAM, che è per definizione l’Ente previdenziale di tutti i medici contribuenti; tra questi, si annoverano sia l’adozione di un meccanismo elettorale maggioritario spinto, sia l’elezione dei segretari dei principali sindacati nel CdA della Fondazione>>. – continua l’AIM. <<Tutto ciò ha prodotto uno scollamento tra gli interessi della base, rappresentata da tutti i contribuenti, da una parte, e delle organizzazioni professionali, ancorchè legittimi, ma divergenti, dall’altra. – afferma l’AIMProva ne siano le polemiche recentemente sorte a fronte degli annunci del coinvolgimento dell’ENPAM nel Fondo Atlante 2, oltre che in altre operazioni finanziarie che sembrerebbero mettere in discussione la mission previdenziale ed assistenziale della Fondazione>>.

L’A.I.M. chiede che si apra una discussione franca sulla governance dell’ENPAM, avviando da subito una fase “ri-costituente”, che intervenga sullo Statuto per correggere gli errori di valutazione commessi in passato e propone quindi: 1)  la revisione delle modalità di elezione dell’Assemblea Nazionale, adottando il suffragio universale, unico sistema che consentirebbe di andare oltre la visione di parte e di tutelare le minoranze; 2) l’attribuzione di una reale rappresentanza alle giovani generazioni negli organi di governo (è prevista la cooptazione dall’alto di soli 5 membri, per di più senza diritto di voto), proposta già avanzata dai Giovani Medici (SIGM); l’introduzione di una netta incompatibilità tra ruoli ordinistici, sindacali ed i ruoli gestionali della Fondazione, nonché tra incarichi multipli nei CdA delle società partecipate.

<<L’ENPAM torni ad essere la casa di tutti i medici e non solo delle “elite” sindacali ed ordinistiche.  In assenza di interventi tempestivi in tale direzione, in un momento storico in cui lo Stato ha sempre più bisogno di fare cassa, il pericolo è quello di mettere in discussione l’autogoverno della Fondazione da parte della Professione medica. Ma, se quest’ultima dimostrerà di non essere in grado di gestire responsabilmente il patrimonio previdenziale dei medici italiani, allora bisognerà arrendersi all’evidenza.>> – conclude l’AIM.

CAOS SANITA’ SICILIA – MEDICI DELL’AIM E GIOVANI MEDICI (SIGM) SICILIANI: STANCHI DI CONTINUI ANNUNCI E DIETROFRONT.

L’ATTUALE GOVERNANCE REGIONALE DELLA SALUTE HA DIMOSTRATO TUTTA LA SUA INADEGUATEZZA. IL GOVERNO CENTRALE COMMISSARI LA REGIONE PER USCIRE DALL’IMPASSE SUL RIORDINO DELLA RETE OSPEDALIERA E DELLE EMERGENZE E PER RILANCIARE L’ASSISTENZA NEL TERRITORIO. SI DIA QUINDI SEGUITO ALLA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI ED AL RICAMBIO GENERAZIONALE NEL SSR, ATTRAVERSO CONCORSI A GRADUATORIA REGIONALE AFFIDATI AD ENTE TERZO (AGENAS), IN MODO DA SGOMBRARE IL CAMPO DALLO SPAURACCHIO DELLE CLIENTELE ELETTORALI.

L’Associazione Italiana Medici (AIM) ed i Giovani Medici (SIGM) siciliani intervengono nel merito delle vicende di cronaca che hanno fatto registrare la paralisi del Servizio Sanitario Regionale (SSR) siciliano, con particolare riferimento all’impasse sul riordino della Rete Ospedaliera e della Rete delle Emergenze, – in ottemperanza a quanto previsto dal DM n.70 del 2015, cui si stanno adeguando tutte le Regioni – nonché sui concorsi per la stabilizzazione dei precari e per il ricambio generazionale in seno al SSR siciliano. <<Le recenti vicende di cronaca, che fanno seguito ai continui annunci circa l’avvio di una stagione di un copioso ricambio generazionale all’interno delle Aziende Sanitarie della nostra Regione, puntualmente disatteso nei fatti a causa dei continui ritardi e posticipi in tema di riorganizzazione del SSR, ascrivibili a continue interferenze degli interessi della politica regionale, ovvero ad un tentativo di rimpallo di responsabilità da parte dell’Assessorato Regionale alla Salute verso il Ministero della Salute, certificano la pressoché totale inadeguatezza dell’attuale governance regionale del sistema salute siciliano. Inadeguatezza, cui si aggiunge un ostentato senso di onnipotenza da parte dei vertici della Sanità siciliana, come dimostrerebbe il presunto “avvio delle grandi manovre recentemente documentato dalla stampa. – dichiarano congiuntamente i medici siciliani dell’AIM e del SIGM – Chiediamo che il Governo nazionale intervenga, procedendo al commissariamento immediato dell’Assessorato Regionale alla Salute al fine della riorganizzazione del SSR, a cominciare dal potenziamento delle cure primarie che deve essere contestuale, se non antecedente, alla razionalizzazione e riqualificazione dell’offerta assistenziale ospedaliera. Solo attraverso un intervento terzo rispetto alle poco commendevoli dinamiche politiche territoriali, registratesi nel tempo in tema di sanità, sarà possibile avere qualche speranza di ottenere la stabilizzazione dei precari ed un ricambio generazionale in seno al SSR siciliano.>>

Inoltre, AIM e SIGM Sicilia chiedono che i concorsi in sanità vengano espletati in modo da definire graduatorie regionali (esperienza già esplorata in altre Regioni del nord) e che la gestione di questi ultimi venga demandata interamente all’Agenzia Nazionale per la Valutazione dei Servizi Sanitari Regionali (AGeNaS), esternalizzando quindi ogni procedura e reclutando i componenti delle commissioni di selezione al di fuori del contesto siciliano, sulla base di riconosciute competenze curriculari. Le due Associazioni chiedono, altresì, che non si lascino scadere le graduatorie dei concorsi già espletati, nel rispetto di tutti coloro che, da anni, garantiscono l’erogazione dei LEA, senza avere nessuna certezza del futuro, pur essendo vincitori di concorso o idonei in graduatoria ed ancora tenuti nel limbo del precariato. <<Riteniamo che questa possa essere l’unica soluzione per sgombrare il campo dallo spauracchio delle clientele elettorali, che tanto danno hanno arrecato alla Sanità siciliana. – continuano i medici siciliani dell’AIM e del SIGM – Proponiamo che si ricorra, parimenti, al contributo dell’AGeNaS anche al fine del conferimento, a mezzo di procedure concorsuali, delle responsabilità apicali della dirigenza medica all’interno delle Aziende Sanitarie.>>