COMUNICATO STAMPA

L’Associazione Italiana Medici (AIM) esprime solidarietà incondizionata al socio fondatore, Dr Gianluca Albanese, consigliere dimissionario al Consiglio Direttivo OMCeO provinciale di Catania. Rivolgiamo un appello al Governo ed al Parlamento affinchè si metta mano ad una vera riforma dell’Istituzione Ordinistica. 

L’Associazione Italiana Medici (AIM) esprime solidarietà incondizionata al socio fondatore, Dr Gianluca Albanese, consigliere dimissionario dal Consiglio Direttivo OMCeO provinciale di Catania. <<Non entriamo nel merito delle vicende di un singolo Ordine, ma le motivazioni alla base delle dimissioni del collega Albanese travalicano la dimensione locale e impongono una seria riflessione, all’interno ed all’esterno della Professione medica, circa vision, mission e governance dell’Istituzione Ordinistica.>> – dichiara l’AIM- <<Occorre, altresì, definire in maniera chiara ed inequivocabile le responsabilità e gli ambiti operativi degli OMCeO, anche nell’ottica di una semplificazione complessiva del sistema e della necessità di provvedere alla validazione e rivalidazione delle competenze dei professionisti.>>
Come evidenziato dal Dr Albanese, gli Ordini dei Medici Italiani (OMCeO) hanno dimostrato incapacità di autoriformarsi, subendo prima un tentativo di imposizione da parte della politica di una riforma delle leggi che disciplinavano gli OMCeO, salvo poi “scendere a patti” con la politica, col risultato dell’adozione di una riforma di stampo gattopardesco attraverso l’approvazione del Disegno di Legge Lorenzin. E mentre si è, ancora, in attesa di quei decreti attuativi della “non riforma” degli Ordini dei Medici che renderebbero operative le poche ed insufficienti innovazioni introdotte sulla carta, è passato del tutto inosservato uno degli aspetti immediatamente operativo del predetto DDL: il mandato dei consigli direttivi OMCeO, poco prima rinnovati con il vecchio orizzonte temporale triennale, è stato esteso a quattro anni. Inoltre, esiste il rischio di una proliferazione di entità terze, quali fondazioni e consorzi esterni con finalità commerciali, gemmate dagli Ordini dei medici, a fronte della trasformazione degli OMCeO da enti ausiliari a sussidiari dello Stato. La creazione di sistemi a “scatole chiuse” sottrae trasparenza al sistema e limita le possibilità di controllo da parte degli iscritti.
Un altro fronte aperto è quello relativo alla governance della Fondazione ENPAM, ente previdenziale di riferimento per i medici e gli odontoiatri italiani: essa viene definita sulla base di un sistema elettorale maggioritario spinto, che ha tolto voce e mortificato le minoranze, ree di avere chiesto maggiore trasparenza e meccanismi di garanzia a tutela dei contributi previdenziali versati dai medici.
<<Rivolgiamo un appello al Governo ed al Parlamento affinchè si metta mano ad una vera riforma dell’Istituzione Ordinistica, anche guardando a modelli ed esperienze adottati delle altre nazioni, previo coinvolgimento di tutti i portatori di interesse e non solo degli “addetti ai lavori”, al fine di dare agli iscritti garanzie di trasparenza e di indipendenza degli Ordini da ogni interesse esterno alla Professione medica e, quindi, da possibili condizionamenti di carattere politico, economico e sindacale.>> – conclude l’AIM.

COMUNICATO STAMPA

Associazione Italiana Medici (AIM)

I fatti di cronaca relativi alla sanità lucana confermano, laddove ve ne fosse bisogno, l’eccesso di pervasività della politica nella gestione della sanità e, in particolare, nelle procedure selettive per le assunzioni del personale nella sanità pubblica. Al di là delle gravi distorsioni del sistema, sulle quali siamo certi che la Magistratura farà il suo corso per accertare le eventuali responsabilità, da tempo lamentiamo l’ipocrisia che sta alla base dell’attuale sistema di selezione della dirigenza medica del Servizio Sanitario Nazionale, che, così come strutturato, conferisce ampi margini di discrezionalità alle commissioni di concorso e che non prevede modalità alcuna di valorizzazione delle competenze in possesso dei candidati. L’Associazione Italiana Medici (AIM) ha predisposto una proposta innovativa finalizzata a modificare le attuali modalità di selezione, fondata su criteri di valutazione oggettivi e meritocratici, ivi includendo le competenze certificate, e tale da conferire  trasparenza al sistema. Il nostro SSN ha bisogno dei medici migliori e più motivati, che siano selezionati in modo da operare nel contesto appropriato ed in base alla Ci rendiamo disponibili a collaborare con tutti quei Parlamentari che volessero recepirla per esitare una proposta di legge che, per quanto ci riguarda, riveste carattere di priorità per il rilancio del sistema salute, laddove molte Aziende Sanitarie di diverse Regioni, in particolare quelle che sono state assoggettate ai Piani di Rientro ed al blocco del turn over, sono prossime a varare concorsi pubblici per l’accesso ai ruoli del SSN.

COMUNICATO STAMPA

Associazione Italiana Medici (AIM): nel porgere un in bocca al lupo alla neo Ministra della Salute, rivolgiamo un appello al medico, prima ancora che al politico, affinchè le sue decisioni siano sempre fondate sulle evidenze scientifiche e sui dati.

Nel recente passato abbiamo avuto modo di apprezzare l’impegno ed il coraggio profusi dalla On. Dr.ssa Giulia Grillo nell’assolvimento del proprio ruolo di Parlamentare, laddove ella si è schierata a sostegno di iniziative volte all’affermazione della trasparenza e dell’ottica di sistema in sanità, in discontinuità rispetto alla difesa di posizioni di rendita ed ai condizionamenti esercitati da potentati a presidio di interessi di parte. Nel porgere, quindi, un in bocca al lupo alla neo Ministra della Salute, l’Associazione Italiana Medici (AIM) rivolge un appello al Medico, prima ancora che al politico, affinché agisca in “scienza e coscienza”, fondando le proprie decisioni sempre sulle evidenze scientifiche e sui dati, anche nel momento in cui queste dovessero risultare impopolari.

L’AIM Sicilia lancia un Osservatorio sulle stabilizzazioni e sui concorsi nella Sanità Siciliana.

L’Associazione Italiana Medici (AIM) in questi mesi si è spesa per creare sinergie utili a produrre proposte e mettere in campo iniziative di sensibilizzazione delle Istituzioni competenti al fine di dare avvio alle procedure di stabilizzazione, in prima istanza, e di selezione a mezzo di pubblici concorsi, in seconda battuta, di migliaia di profili medici e sanitari operanti nel Servizio Sanitario Regionale con rapporto di precariato, talora decennale, a fronte dei continui ed altisonanti annunci di avvio delle suddette procedure, puntualmente disattese.

Orbene, diamo atto come, dalla fine della precedente legislatura e, soprattutto, con l’inizio dell’attuale corso governativo, si sia registrata un’inversione di tendenza a seguito della stabilizzazione degli operatori già vincitori o idonei in posizione utile di concorso a tempo indeterminato (precari storici), prima, nonché, in queste ultime settimane, degli ulteriori profili precari a mezzo di procedure ricognitive in corso di finalizzazione.

Tuttavia, in questi mesi ed in queste ultime settimane in particolare, tanto nel leggere i comunicati delle Organizzazioni Sindacali di categoria, quanto nel registrare tramite i social network le segnalazioni di decine di portatori di interesse da tutta la Regione, sembrano palesarsi difformità applicative delle procedure di stabilizzazione tra le diverse Aziende Sanitarie, nonostante la diffusione di due utili circolari ad opera del competente Assessorato Regionale alla Salute. Tali difformità, peraltro, potrebbero avere ripercussioni sulle mobilità e sulle future procedure concorsuali, stante la complessità della materia.

In ragione di quanto detto, come Associazione di categoria, ci rendiamo disponibili al fine di raccogliere le vostre segnalazioni su eventuali criticità per poterle condividere con l’Assessorato regionale della Salute.

Teniamo a precisare che tale iniziativa non intende in alcun modo essere sostitutiva dei compiti e delle funzioni di coordinamento e vigilanza, poste in capo all’Amministrazione regionale, bensì ha lo scopo di fornire un supporto nell’ottica di un proficuo rapporto tra portatori di interesse ed Istituzioni.

Vi invitiamo pertanto a scrivere aassociazioneitalianamedici@gmail.com

GUIDA ALLE PROCEDURE DI STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE MEDICO E SANITARIO PRECARIO

PREMESSA: La presente guida è frutto di un approfondimento delle normative vigenti e delle recenti novità introdotte a mezzo della Legge di Stabilità 2018 e delle Circolari n. 3/2017 e n. 1/2018 del Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione. Le informazioni di seguito riportate hanno un valore meramente indicativo e, pertanto, si invitano i portatori di interesse a consultare in ogni caso gli Uffici Amministrativi delle rispettive Aziende Sanitarie per gli approfondimenti del caso.

Si tiene a precisare che le stabilizzazioni saranno effettuate nel tempo, secondo le priorità stabilite dalle Aziende, tenendo conto dei piani triennali del fabbisogno di cui all’art. 6. Co. 2 del D.Lgs 161/2001, nonché facendo seguito all’attivazione delle disposizioni di cui all’art. 20 del D.Lgs. 75/2017, e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili (tetti di spesa aziendali per il personale).

 

Gruppo A) REQUISITI NECESSARI PER IL PERSONALE IN SERVIZIO ASSUNTO A TEMPO DETERMINATO CON PROCEDURA CONCORSULE AI FINI DI UN’ASSUNZIONE DIRETTA A TEMPO INDETERMINATO (ai sensi del comma 1, art. 20, D.Lgs n. 75/2017)

  • Essere in servizio con contratto a tempo determinato successivamente alla data del 28 agosto 2015 anche per un solo giorno presso l’azienda che deve procedere all’assunzione;
  • Essere stato reclutato attraverso una procedura concorsuale pubblica (pubblicata in Gazzetta o su siti istituzionali aziendali), a prescindere dalle modalità di selezione (graduatoria per titoli ovvero selezione per prove e titoli);
  • Avere una anzianità di servizio pari a 3 anni al 31/12/2017, anche non consecutivi, anche in Amministrazioni diverse, negli ultimi 8 anni. Gli anni di servizio utili da conteggiare comprendono tutti i rapporti di lavoro prestati direttamente con l’amministrazione, anche con diverse tipologie di contratto flessibile (attribuite a seguito di selezione pubblica), con riferimento ad attività svolte nella medesima area o categoria professionale che determina il riferimento dell’amministrazione presso cui operare l’inquadramento (Fonte: Circolare 1/2018 del Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione). N.B.: Per contratti di lavoro flessibile si intendono i contratti d’opera intellettuale, di natura occasionale o coordinata e continuativa, stipulati direttamente con un’amministrazione pubblica. Tali contratti devono sottendere alle caratteristiche riportate dal comma 6, dell’art 7 del D.Lgs 165/2001. I presupposti per cui la legge 165/2001 possa essere applicata per il riconoscimento degli anni di servizio dei contratti di lavoro flessibile sono i seguenti: a) l’oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall’ordinamento dell’amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell’amministrazione conferente; b) l’amministrazione deve avere preliminarmente accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno; c) la prestazione deve essere di natura temporanea ed altamente qualificata; d) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione.

Si precisa che la stipula di un contratto di lavoro flessibile con una Pubblica Amministrazione deve precedere, da parte dell’Amministrazione, una verifica, da parte della Pubblica Amministrazione emanante il bando di concorso, una verifica della presenza in essere dei punti a), b), c) e d) dell’art. 7, comma 6, del D.Lgs. 165/2001. Pertanto, una volta che la Pubblica Amministrazione abbia verificato i presupposti di cui ai punti a), b), c) e d) del D.Lgs. 165/2001, la stessa può emanare un concorso per contratto di lavoro flessibile ai sensi del testé decreto legislativo. Il lavoratore in possesso di un contratto di lavoro flessibile, compiuto mediante un bando di concorso ai sensi dell’art. 7, comma 6, del D.Lgs 165/2001, ha già a tutela che i requisiti per l’applicabilità della legge siano stati verificati dalla Pubblica Amministrazione emanante il bando, che in assenza di tali requisiti non può nemmeno pubblicare il bando di concorso. Infine, bisogna denotare, che i sensi del D.Lgs. 165/2001 sono specificati sui bandi di concorso e non sui contratti stipulati. Pertanto, si consiglia al lavoratore che desidera l’applicabilità della valorizzazione del contratto di lavoro flessibile, di munirsi non solo del contratto in essere, ma anche del bando di concorso con cui è stato stipulato il contratto, che deve riportare l’art. 7, comma 6, del D. Lgs 165/2001.

Si precisa che rientra nella stabilizzazione anche chi, all’atto dell’avvio delle procedure di assunzione a tempo indeterminato non è in servizio ma, avrà la priorità di assunzione il personale in servizio alla data di entrata in vigore del d. lgs. 75/2017 (22 giugno 2017).

Il “Gruppo “A” ricomprende il personale del comparto, dirigenziale e non, medico, tecnico professionale e infermieristico.

 

Gruppo B) REQUISITI NECESSARI PER LA STABILIZZAZIONE ATTRAVERSO CONCORSI CON IL 50 % DEI POSTI RISERVATI AL PERSONALE ASSUNTO SENZA PROCEDURA CONCORSUALE (ai sensi del comma 2, art 20, D.Lgs n. 75/2017 )

  • Essere titolare, successivamente alla data del 28 agosto 2015, di un contratto di lavoro flessibile presso l’Azienda Sanitaria che bandisce il concorso. Per lavoro flessibile si rimanda alla nota specificata per il gruppo A (comma 6, dell’art 7 del D.Lgs 165/2001);
  • Avere maturato, anche in amministrazioni diverse, alla data del 31 dicembre 2017, almeno 3 anni di servizio con contratto flessibile, anche non continuativo negli ultimi 8 anni.

Il “Gruppo “B” ricomprende il personale del comparto, dirigenziale e non, medico, tecnico professionale e infermieristico.

N.B.: E’ opportuno rilevare che il comma 11 del citato articolo, come modificato dal comma 813, art 1, della Legge 27 Dicembre 2017 n. 205, estende la portata applicativa dei commi 1 e 2 al personale “dirigenziale e non”, di cui al comma 10” (medico, tecnico-professionale ed infermieristico). Ne consegue, pertanto, che le modifiche introdotte con l’ultima Legge di Stabilità sembra non aver incluso nei Gruppi A e B i farmacisti, i biologi ed i fisici, ma potrebbero essere forniti a breve dei chiarimenti da parte della Conferenza Stato-Regioni.

 

Gruppo C) CONCORSI RISERVATI COME DA DPCM 6/3/15

Il personale deve essere titolare di contratto a tempo determinato, alla data del 30 ottobre 2013, ed aver maturato negli ultimi cinque anni almeno tre anni di servizio, anche non continuativo, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, anche presso enti del medesimo ambito regionale diversi da quello che indice la procedura.

Le procedure del Gruppo “C” sono riservate al personale del comparto sanitario e a quello appartenente all’area della dirigenza medica e del ruolo sanitario.

 

ALTRE PROCEDURE SUI POSTI DI VECCHIA ISTITUZIONE:

 

  • COMPLETAMENTO DELLO SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE VALIDE ED EFFICACI
  • EVENTUALE RIAVVIO DELLE PROCEDURE CONCORSUALI GIA’ BANDITE E SOSPESE PER IL BLOCCO DELLE ASSUNZIONI RIAVVIO DELLE PROCEDURE CONCORSUALI PENDENTI (già bandite e sospese a seguito del blocco delle assunzioni nelle Regioni in Piano di Rientro)

Per quanto concerne, invece, i posti di nuova istituzione, derivanti dalla prossima rimodulazione della rete ospedaliera ed al conseguente adeguamento delle piante organiche, le procedure a completamento del processo di selezione del personale del SSN saranno le seguenti:

  • MOBILITA’
  • CONCORSI (senza riserva)

 

Per info scrivi a:

 associazioneitalianamedici@gmail.com

 

Fonti:

– Circolare n. 3/2017 del Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione

http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato5040434.pdf

– Circolare n. 1/2018 del Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione

http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato6315521.pdf

– D.Lgs 165/2001

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2001/05/09/001G0219/sg

DPCM 6/3/2015

http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato4392049.pdf

– D.Lgs. 75/2017

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/06/7/17G00089/sg

COMUNICATO STAMPA

Rinnovo del Comitato Centrale FNOMCeO: l’Associazione Italiana Medici solidale con la posizione del Presidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza. Si avvii un percorso di rifondazione della Professione medica e dell’istituzione ordinistica che sia in linea con l’evoluzione del sistema salute.

L’Associazione Italiana Medici (AIM) e il Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) esprimono apprezzamento e sostegno nei confronti della posizione assunta dal Presidente OMCeO di Piacenza con riferimento all’imminente rinnovo del Comitato Centrale FNOMCeO: <<Già in occasione delle elezioni della precedente compagine erano emerse delle voci critiche nei confronti della contiguità della Federazione ad una deriva politico-sindacalista. – dichiarano l’AIM e il SIGM – La FNOMCeO, ormai da anni, non è più rappresentativa delle diverse sensibilità ne è portatrice delle istanze che insistono in seno alla Professione, bensì appare fortemente condizionata da “conflitti di interesse e da logiche di potere che nulla hanno a che vedere con i compiti, le funzioni ed i principi etici ai quali la attività ordinistica si deve ispirare”.  – continuano i camici bianchi di AIM e SIGM – Tali dinamiche hanno indebolito la Professione al punto da relegarla in una posizione di passività nel corso di iter di approvazione del Ddl Lorenzin, che è peraltro esitato in una riforma degli OMCeO e della Federazione priva di concreti elementi di innovazione>>.

<<Chi ha l’ambizione di proporsi alla guida della FNOMCeO dovrebbe farsi interprete in maniera inequivocabile della terzietà della Professione dai partiti e dai sindacati. Al fine di restituire credibilità all’istituzione ordinistica è necessario affermare la trasparenza nella gestione degli OMCeO, a partire dal segnare una chiara inversione di tendenza, in cui non si creano poltrone o entità gemmate dagli Ordini, ma si tenga conto delle necessità per un reale spirito di servizio.– concludono AIM e SIGM–  Intendiamo parlare alla maggioranza silente della Professione medica, rappresentata dai colleghi che, quotidianamente, espletano la propria opera dentro e fuori il Servizio Sanitario Nazionale, con passione, dedizione e non senza difficoltà, e non solo ai colleghi che sono già in prima linea svolgendo un ruolo di rappresentanza! Auspichiamo che, qualunque sia l’esito delle elezioni, da oggi abbia avvio un percorso di rifondazione della Professione medica e dell’istituzione ordinistica tutta volta ad un maggiore confronto tra tutte le parti>>.

Superamento del precariato medico: facciamo chiarezza sulla Circolare del Ministero della Pubblica Amministrazione e Semplificazione

Con la emanazione della Circolare applicativa sugli “Indirizzi operativi in materia di lavoro flessibile e superamento del precariato” n. 3 del 23/11/17 del Ministero della Pubblica Amministrazione e Semplificazione relativa al Decreto legislativo 75/2017 (Testo Unico del pubblico impiego) in materia di lavoro flessibile nelle pubbliche amministrazioni, sembravano essersi riaperte speranze di stabilizzazione per i giovani e meno giovani dirigenti medici precari del SSN. Si era annunciato che, dal 1 gennaio 2018, le amministrazioni pubbliche avrebbero potuto procedere a varare un piano straordinario di assunzioni per il superamento del precariato nella PA, anche per la dirigenza medica.

Il punto 3.2.8. della predetta circolare, infatti, afferma che “è consentito anche il ricorso alle procedure di cui all’articolo 20 decreto legislativo 75/2017”, includendo le procedure di stabilizzazione, nel particolare richiamando il comma 543 della legge di stabilità 2016, anche per i dirigenti medici cha abbiano maturato, citiamo testualmente “… in data di pubblicazione del bando almeno tre anni  di  servizio,  anche non continuativi, negli ultimi cinque  anni  con  contratti  a  tempo determinato…”.  Peccato che la norma citata (20 decreto legislativo 75/2017),  come puntualmente ricordato dal Sole24ore, non preveda tale fattispecie per i dirigenti medici, inequivocabilmente rivolto al personale “non” dirigenziale, e che una  circolare applicativa non possa avere valore di legge. Potremmo quindi, trovarci di fronte all’ennesimo nulla di fatto nonché all’ennesima illusione per migliaia di medici precari, ripiombati nel baratro dell’incertezza, nonostante continuino a garantire il diritto alla salute dei cittadini.

Anche le Regioni sono rimaste spiazzate da questa situazione surreale e, non a caso, dovrebbero discuterne a breve in seno alla Commissione Salute della Conferenza Stato-Regioni.

Questa è l’ultima chiamata per politica affinchè possa scrivere la parola “fine” a questa ormai decennale piaga, archiviando la stagione degli spot pre-elettorali attraverso un serio intervento in sede legislativa.

Chiudere la stagione del precariato in sanità, infatti, non vuol dire fare un favore ad una categoria di professionisti abbandonati dallo Stato e vittime delle cattive gestioni della sanità pubblica, ma, garantire il diritto alla salute dei cittadini. Governo e Parlamento intervengano – se non ora quando? – in sede di approvazione della Legge di Stabilità prendendosi ciascuno le proprie responsabilità, nell’auspicio che l’Italia possa tornare ad essere un “Paese” normale.

Regione Sicilia: fondi a supporto dei medici liberi professionisti lavoratori autonomi

Cari Colleghi,
vi segnaliamo un bando pubblico della Regione Sicilia “per azioni di  rafforzamento per la formazione dei liberi professionisti lavoratori autonomi”
La scadenza per la presentazione della domanda è il 30 novembre p.v.
Tale bando ha il fine di sostenere in maniera prioritaria il rafforzamento e l’aggiornamento delle competenze dei giovani professionisti che essendo nella fase di avvio della propria carriera affrontano spese rilevanti che potrebbero precludere loro la possibilità di partecipare a momenti di formazione e aggiornamento.  Sono stanziati fino a € 3.000.000 per tale fondo.
La Regione Siciliana intende fornire un sostegno alle esigenze di continuo e costante aggiornamento dei liberi professionisti e lavoratori autonomi di tipo intellettuale, nell’ottica di garantire qualità ed efficienza nelle prestazioni professionali nonché il miglior interesse dell’utente e della collettività.
Tale intervento persegue la finalità principale di migliorare il tessuto produttivo professionale del territorio regionale, e si inserisce in un più ampio quadro di rafforzamento della strategia di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente. Si vuole promuovere l’aggiornamento soprattutto per i professionisti i giovani che stanno avviando la propria carriera che affrontano anche spese importanti a fronte di entrate non cospicue soprattutto in questo periodo di crisi economica.
I contributi di questo fondo sono finalizzati alla copertura di due tipologie di percorsi formativi.
La tipologia A prevede corsi di formazione e/o di aggiornamento professionale erogati da ordini professionali, da soggetti eroganti percorsi formativi autorizzati dal Ministero, da enti di formazione accreditati alla Regione Siciliana, da provider riconosciuti AGENAS, etc.
La tipologia B prevede corsi in Italia o in altri paesi appartenenti all’Unione Europea, master di I e di II livello, diplomi e corsi di specializzazione erogati da Università e Scuole di alta formazione italiana, o da Università pubblica di altro stato dell’Unione Europea.
Si fa presente che non è ammissibile il finanziamento per la partecipazione ad attività di tipo seminariale convegnistico.
Al fine di applicare a questo bando bisogna essere residenti o domiciliati nel territorio della Regione Siciliana, avere un’età tra i 18 e i 67 anni, esercitare professionalmente in Regione Siciliana, essere dotato di partita IVA da almeno sei mesi e appartenere ad una delle seguenti tipologie di soggetti:
– iscritti ad Albi di un ordine di un collegio professionale
– iscritti ad un’associazione professionale inserita ai sensi di legge nelle associazioni inserite nell’elenco delle associazioni che rilasciano attestato di qualità
– soggetti iscritti alla gestione separata INPS
Infine, si ricorda che bisogna essere titolare di reddito da modello ISEE in corso di validità fino a €30.000
Per chi volesse accedere a questo bando una specifica procedura informatica è disponibile all’indirizzo http://avviso162017.siciliafse1420.it.
Le domande devono pervenire tramite posta elettronica certificata all’indirizzo siciliafse1420@legalmail.it con compilazione dell’allegato A, B e C, con la copia conforme della certificazione ISEE in corso di validità e, ove pertinente, copia conforme della certificazione da cui desumere la condizione di disabilità.
Le spese ammissibili sono esclusivamente quelle di iscrizione al percorso formativo e risultano quindi escluse spese di viaggio, vitto, alloggio, materiali didattici e qualsiasi altra spesa.
L’importo dei singoli contributi viene concesso a copertura delle spese di iscrizione ai corsi fino ad un importo di €2.000 per la tipologia A, e di €6.000 per la tipologia B nella misura di seguito riportata: per i giovani di età tra i 18 ed i 35 anni il contributo è pari al 100% del costo del percorso formativo, per tutti gli altri destinatari il contributo è determinato a copertura del 75% del costo del percorso formativo.
CLICCA QUI PER SCARICARE IL BANDO -> AVVISO 16_2017

L’Associazione Italiana Medici lancia una sfida al neoeletto Presidente della Regione Siciliana

sanita-ingresso

Conclusa la fase degli annunci elettorali si passi ai fatti! Programmazione e competenze siano i driver per il rilancio della Sanità siciliana. Si recuperi il tempo perduto nel corso della scellerata gestione della sanità nell’ultimo biennio. Si renda pubblico il progetto di sanità che si intende sviluppare e si investa nelle cure e nell’assistenza primaria a fronte dei gravi problemi di sostenibilità del SSR. Occorre anche un’operazione verità sui tetti di spesa derivanti dal Piano di consolidamento ai fini del ricambio generazionale all’interno delle aziende sanitarie siciliane.

L’Associazione Italiana Medici (AIM) lancia una sfida al neoletto Presidente della Regione siciliana in tema di sanità: <<Conclusa la fase degli annunci elettorali, si passi ai fatti! La sanità non sia più fonte di clientela e di spartizioni politiche, ma si abbia il coraggio di cambiare ed innovare, coinvolgendo e responsabilizzando tutte le forze politiche e tutti i portatori di interesse. – dichiara AIM Programmazione e competenze siano i driver per il rilancio della Sanità siciliana. Occorre preliminarmente chiarire e rendere pubblico quale sia il disegno del sistema salute che si voglia realizzare nel corso della legislatura, al fine di recuperare il tempo perduto nel corso della scellerata gestione dell’ultimo biennio. Tale disegno non può prescindere dalla riorganizzazione delle cure e dell’assistenza primaria, nonchè dal potenziamento della prevenzione, della lungodegenza e della riabilitazione multidimensionale, presupposti essenziali per liberare risorse da investire nel SSR e per far fronte al crescente carico di cronicità e disabilità associate al progressivo invecchiamento della popolazione. – continua AIMOccorre, infine, definire un piano della ricerca e dell’innovazione tecnologica in sanità, che dovrebbero essere volano di sviluppo, dotando le aziende sanitarie ed ospedaliere di grant offices. In assenza di tali interventi, la sostenibilità del SSR siciliano è a rischio!>>.

Inoltre, con riferimento ai reiterati annunci, ad oggi disattesi, circa il ricambio generazionale all’interno delle aziende sanitarie siciliane e la stagione dei concorsi in sanità, chiediamo di fare un’operazione verità, a partire dai tetti di spesa sul personale, imposti alle Aziende Sanitarie, dalla fase di consolidamento del Piano di rientro cui è sottoposta la Regione. <<Se, da una parte, è venuto il momento di dare risposte concrete alle migliaia tra medici e professionisti sanitari titolari di contratti a tempo determinato, da anni assoggettati a rinnovo periodico in regime di proroga delle graduatorie concorsuali, ovvero ai titolari di contratti libero-professionali o atipici, che reggono le sorti dell’assistenza ospedaliera siciliana (molti di questi profili precari operano in unità operative ad alta complessità e ad elevata intensità di cure),  – conclude AIM –  dall’altra, la stabilizzazione dei precari storici e l’assunzione del nuovo personale passano per l’adozione di un piano di rimodulazione delle reti ospedaliera, delle emergenze e del territorio, sostenibile e credibile, che si apra all’integrazione socio-sanitaria. Occorre dare indicazioni chiare ed univoche alle Aziende Sanitarie ed agli operatori, nonchè serrare i tempi per maturare tali passaggi ed adottare, al contempo, un piano trasparente di assunzioni che passi per l’adozione di graduatorie di merito regionali. È giunto il momento di passare dalla politica degli annunci a quella dei fatti!>>

Sanità Siciliana, storia de “l’Isola che non c’è”

Una storia in “salsa sicula”: dopo due anni di annunci e di ritardi, l’Assessore regionale alla Salute da il via alle prime stabilizzazioni in sanità, ma a distanza di una settimana si ricorda che prima di assumere i già vincitori ed idonei in graduatorie di concorsi a tempo indeterminato è necessario procedere al riassorbimento dei ruoli in esubero rispetto alla nuova rete ospedaliera e delle emergenze-urgenze. In questa settimana “ferragostana”, in pieno clima preelettorale, ancora una volta i lavoratori della Sanità vedono calpestata la propria dignità da una macchina amministrativa inefficiente.

La cronaca dello sblocco delle assunzioni in sanità ci rende conto di una grande  incompiuta: la mancata ricollocazione del personale rispetto alle nuove piante organiche aziendali approvate a seguito del varo della tanto decantata nuova rete ospedaliera e delle emergenze-urgenze.

Fatto davvero anomalo e singolare se consideriamo che, un’ amministrazione prima di poter dare il via allo sblocco delle assunzioni, è tenuta prima ad assorbire le eccedenze (cioè quelle figure professionali, oggi in forza alle aziende, che non trovano posto nelle nuove piante organiche). Ed, invece, in una storia in “salsa sicula”, l’Assessorato regionale alla Salute prima dà il via e, a distanza di circa una settimana, emana alle Aziende Sanitarie una circolare con la quale ricorda che non si può procedere alle assunzioni dei dirigenti medici di tutte le specialità, se non dopo (ancora non è dovuto sapere fino a quando) aver proceduto prima al riassorbimento degli esuberi su base aziendale, provinciale ovvero, in ultimo, regionale. Certamente, è singolare che tutti e 76 gli esuberi tra medici e professionisti sanitari insistano nella Provincia di Messina ed a tal proposito è lecito chiedersi se questi siano ascrivibili a non adeguate politiche aziendali ovvero a determinazioni poco oculate assunte dall’Assessorato in sede di rimodulazione della rete ospedaliera e delle emergenze-urgenze. È, comunque, verosimile che vi sia stato un combinato disposto delle due fattispecie.

Accade, quindi, che numerosi medici “precari storici”, dopo fino a 15 anni di precariato, si trovino nella situazione surreale di vedere realizzati i loro sogni di stabilizzazione, da una parte, a fronte della firma di un contratto a tempo indeterminato, ma restano in attesa di capire se il loro travaglio si sia esaurito e, dall’altra, altri medici che hanno ricevuto i telegrammi di convocazione, ripiombano nel limbo dell’incertezza sul loro futuro, in attesa che venga fatta chiarezza su tempi e modi di riassorbimento degli esuberi. L’Isola che non c’è, ma che dovrebbe essere una delle regioni più belle del mondo, continua ad essere mortificata dall’assoluta approssimazione nella gestione della cosa pubblica, anche in sanità, laddove si dovrebbe tutelare la salute dei propri cittadini, nonchè la dignità degli operatori “precari” che garantiscono con la loro dedizione l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza.

Il minimo che è lecito attendersi è che l’Assessore si faccia immediatamente carico, di concerto con tutti i vertici aziendali, in testa quelli della provincia di Messina, dell’immediata apertura di un tavolo tecnico al fine di porre rimedio all’increscioso pasticcio commesso in modo che, una volta assorbite le eccedenze, si possa ricominciare ad assumere senza temere che l’intera procedura possa essere impugnata per inosservanza delle normative vigenti.

Cosa non meno prioritaria, bisogna da subito cominciare a guardare ai nuovi concorsi che permetteranno di sopperire alle gravi carenze che, a tutt’oggi, permangono e che rendono ancora affannosa la sostenibilità del servizio sanitario regionale, sorretto da precari in attesa di giusto riconoscimento. Ciò a dispetto di una ormai dimenticata nota comunitaria che parlava di orari di lavoro e “riposi compensativi” che forse, oggi, non fa più “audience” quanto le “promesse” di assunzione.

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